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Come nasce un'etichetta: dal primo confronto alla bottiglia

Commissionare un'etichetta può sembrare complicato se non l'hai mai fatto. In realtà è un percorso chiaro, fatto insieme, in cui resti sempre al centro delle decisioni. Ecco come funziona.

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Prima di disegnare, ti ascolto

Ogni etichetta nasce da una storia. Prima di aprire qualsiasi programma, voglio capire chi sei: la tua cantina, il tuo vino, il territorio, cosa ti rende diverso e cosa vuoi trasmettere a chi prenderà in mano la bottiglia. Non serve che tu abbia le idee chiare o sappia spiegarti col linguaggio del design: le domande giuste le faccio io, e insieme tiriamo fuori l'essenza da mettere in etichetta.

02

Dalle parole ai primi segni

Con quello che è emerso dall'ascolto, inizio a progettare. Trasformo il tuo racconto in proposte visive concrete: forme, colori, caratteri, atmosfera. Non è decorazione: ogni scelta ha una ragione legata a ciò che il tuo vino deve comunicare. Ti mostro le prime direzioni, così vediamo insieme quale strada sentiamo giusta.

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Lo costruiamo insieme

Da qui il progetto procede con revisioni condivise: ti mostro le proposte, raccogliamo insieme le modifiche e affiniamo il lavoro passo dopo passo. Niente va avanti senza il tuo via libera. È la fase in cui l'etichetta prende davvero forma, e in cui la tua voce conta di più: nessuna decisione viene presa sopra la tua testa.

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File pronti per la stampa, senza sorprese

Quando l'etichetta è approvata, preparo i file esecutivi conformi alle specifiche della tipografia: tracciati fustella, abbondanze, gestione del colore, tutto pronto per andare in macchina senza rilavorazioni. È la parte più tecnica e invisibile, ma è quella che fa la differenza tra un'etichetta che in stampa viene come deve e una che riserva brutte sorprese. Grazie all'esperienza nella grafica per la stampa, curo ogni dettaglio perché il risultato sulla bottiglia sia esattamente quello approvato a schermo.

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Fino alla bottiglia

Il lavoro non finisce con la consegna dei file. Se serve, mi coordino con il tuo stampatore per assicurarmi che tutto fili liscio fino alla stampa, e resto a disposizione per le nuove referenze della linea o per i futuri aggiornamenti. L'obiettivo è che tu veda la tua etichetta prendere vita sulla bottiglia, esattamente come l'avevamo immaginata.

Il punto di vista del designer

Perché lavoro così

Un'etichetta non è un vestito da mettere addosso a un vino qualsiasi: è il primo modo in cui il tuo vino si racconta, prima ancora di essere assaggiato. Per questo il metodo, per me, non è burocrazia: è il modo di arrivare a un segno autentico, che parli davvero la lingua di chi quel vino l'ha fatto nascere. Ascoltare prima di disegnare, costruire insieme, curare ogni dettaglio fino alla stampa: è così che un'etichetta diventa riconoscibile e resta nel tempo.

Domande frequenti

Quanto dura tutto il processo?

Dipende dal progetto e dal numero di revisioni. Non do tempi standard: all'inizio concordiamo insieme una tempistica realistica, calibrata sulle tue scadenze di produzione o imbottigliamento.

Quante revisioni sono incluse?

Il progetto procede con revisioni condivise fino a quando l'etichetta rispecchia davvero il tuo vino. L'obiettivo non è "consumare" un numero di modifiche, ma arrivare al risultato giusto insieme.

Cosa mi serve per iniziare?

Nulla di tecnico. Bastano la tua storia, il tuo vino e cosa vorresti trasmettere. Al resto — dalle idee ai file pronti per la stampa — penso io.

Hai un vino che merita un'etichetta su misura? Raccontami la tua cantina e il tuo vino: partiamo dall'ascolto.

Iniziamo insieme