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Guide per chi fa vino
Approfondimenti pratici sul mondo delle etichette: normativa, processo di progettazione, restyling. Pensati per chi fa vino e vuole capirci di più.
Le basi
Come funziona un'etichetta e come si progetta: il percorso, i materiali, lo scaffale, e gli obblighi che valgono per tutti.
Etichetta elettronica e QR code
Cosa deve sapere una cantina sugli obblighi UE: ingredienti e valori nutrizionali via QR, cosa resta in etichetta, come integrarlo nel design.
Leggi la guida →Come nasce un'etichetta
Il percorso di progettazione passo dopo passo: dall'ascolto iniziale ai file pronti per la stampa. Un lavoro fatto insieme.
Leggi la guida →Restyling di un'etichetta storica
Quando e come rinnovare un'etichetta storica senza perdere l'identità che i clienti riconoscono. Evolvere senza tradire.
Leggi la guida →I materiali di un'etichetta
Carta, finiture e stampe: come scegliere i materiali giusti e cosa comunicano. L'etichetta come oggetto, non solo come immagine.
Leggi la guida →Etichetta e scaffale: come farsi notare
Come un'etichetta cattura l'occhio a scaffale e si fa scegliere tra decine di bottiglie. Emergere con carattere, non con il rumore.
Leggi la guida →I disciplinari
Ogni denominazione dell'Oltrepò Pavese decide cosa scrivere sulla bottiglia e in che ordine. Una guida per denominazione, con i riferimenti agli articoli.
Bonarda DOC: cosa impone il disciplinare
Denominazione consecutiva, parole vietate, marchio collettivo obbligatorio: i vincoli del disciplinare visti da chi progetta l'etichetta.
Leggi la guida →Buttafuoco: due nomi e quattro segni
Due forme ammesse per la denominazione, annata sempre obbligatoria e quattro segni identitari da far convivere sulla stessa bottiglia.
Leggi la guida →Oltrepò Pavese DOC: l'ordine è deciso
Trentasei tipologie, una gerarchia obbligatoria di tre righe in etichetta, e una parola vietata che in certi casi si può scrivere.
Leggi la guida →Sangue di Giuda: ottanta grammi taciuti
Il nome più lungo del territorio, l'unica misura in centimetri fra i disciplinari, e un vino dolce che nessuno è obbligato a dichiarare tale.
Leggi la guida →Pinot nero: un vitigno, tre denominazioni
L'Oltrepò ha quasi il settanta per cento del Pinot nero italiano, e lo stesso vitigno finisce su tre etichette con regole diverse.
Leggi la guida →Pinot grigio: il nome spiegato dal disciplinare
L'unica denominazione dell'Oltrepò che dichiara la propria strategia di nome, e l'unica senza limiti di contenitore.
Leggi la guida →Metodo Classico: il segno sul tappo
L'unica DOCG dell'Oltrepò impone una dicitura sul tappo, obbliga a dichiarare lo zucchero e vieta tre parole. Ed è la denominazione che sta cambiando nome.
Leggi la guida →Dalla ricerca
Pezzi che partono da studi e dati esterni, e li leggono dal punto di vista di chi progetta l'etichetta.
